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Rally

La storia del Rally dalle origini ad oggi

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La storia del Rally dalle origini ad oggi

Il Rally è una competizione automobilistica (tradotto dalla lingua inglese “raduno”) ed è una disciplina sportiva che si svolge su strade pubbliche, ma rigorosamente chiuse temporaneamente al traffico, sia asfaltate che sterrate utilizzando auto da competizione derivate da modelli stradali.

Contrariamente alla Formula 1 e delle altre corse automobilistiche si partecipa al rally in due, pilota e navigatore e per questa disciplina ci sono diversi elementi determinanti, velocità e la resistenza meccanica delle auto, l’agevolezza nel poter percorrere strade accidentate e con mille curve, nelle condizioni climatiche più disparate con presenza di neve e ghiaccio oppure con gli sterrati e in mezzo al deserto. Si deve condurre la vettura al traguardo di un percorso difficile fatto di prove speciali a cronometro e tratti di trasferimenti a tempo imposto.

I Rally, oggi denominati con la sigla WRC (World Rally Championship) sono nati come gare di durata con varie tappe e lunghi percorsi sia su terra sia su asfalto e si sono evoluti nel tempo in gare moderne sempre più brevi ma sempre molto spettacolari, dove la guida estrema tra muretti, piante e scarpate unita alla velocità di percorrenza formano la vera essenza degli equipaggi che infiammano ancora oggi la passione del pubblico dei Rally di tutto il Mondo.

Le origini

Il Rally-raid New York – Parigi decreta l’inizio di questa affascinante specialità nel 1908, con un gruppo di auto, piloti e navigatori che si lanciarono in una sfida estrema, per quel tempo, attraverso il Giappone e la Siberia.

L’evoluzione del rally si è avuta con la definizione di un percorso pre-determinato con un road-book, in pratica una cartina del percorso che veniva consegnato agli equipaggi poco prima del via della manifestazione, dove vi erano evidenziati i tratti di prova speciale (strade chiuse al traffico) e i tratti di trasferimento con i tempi imposti e con riordino finale in zone invece aperte al traffico e dove si rispettano le regole del codice della strada. Oggi le gare sono diverse rispetto agli inizi, con regolamenti più rigidi dal punto di vista della sicurezza delle auto e per il pubblico presente. Una svolta epocale è avvenuta nel 1986 e le auto Gruppo B, quando la FIA (Federation International de L’automobile) decise di mettere al bando questa categoria dopo gli incidenti mortali avvenuti in pochi mesi e definita troppo pericolosa e ormai fuori controllo.

I rally anche per l’aspetto organizzativo hanno subito diverse metamorfosi negli anni, basti pensare al Rally di Montecarlo, nato nel 1911 è dunque la prima competizione del calendario rallistico da quando è stato istituito il campionato del mondo nel 1973 e dove gli equipaggi arrivavano con le auto da gara fino a Montecarlo partendo da 4 città diverse d’Europa, con tratti di trasferimento molto lunghi prima di iniziare veramente la competizione. Questa bellissima caratteristica di inizio gara è stata poi abbandonata negli anni novanta riprendendo lo schema classico delle gare moderne, con partenza e arrivo sempre nella stessa località. Per i regolamenti tecnici invece, le auto stradali della grande serie venivano modificate per l’uso in competizione rally e fuoristrada.

Lancia Stratos

Gli anni '70 - '80 tra trionfi e tragedie

Alla fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 vennero avviate le liberalizzazioni delle prestazioni e dei componenti per costruire un veicolo da corsa, omologando i modelli delle case automobilistiche nei vari gruppi distinti dal numero 1 al numero 8. Nel Gruppo 1 furono omologate ed inserite nell’allegato J del codice sportivo internazionale le auto turismo della grande serie che dovevano essere strettamente di serie con la sola aggiunta di un Roll-bar, una gabbia formata da tubi in cromo-molibdeno saldati tra loro e montata all’interno dell’auto per formare una protezione per l’equipaggio. Il motore non poteva subire modifiche mentre erano permesse per gli ammortizzatori per migliorare l’assetto e la durata.

Le vetture invece più competitive erano quelle dei Gruppo 2 (turismo preparato), Gruppo 4 e 5 (gran turismo), che potevano usufruire di libertà regolamentari con modifiche al motore pur mantenendo la cilindrata di serie, erano permessi allargamenti della carreggiata con cerchi larghi e alleggerimenti del corpo vettura. In questi gruppi si negli anni si distinsero le Ford Escort RS, le Opel Kadett GTE e Ascona 2.0 sr, le Opel Manta 400, le Talbot Sunbeam Lotus, le Renault 5 Turbo e R5 Maxi Turbo, che gareggiavano per la classifica finale contro vetture altrettanto affascinanti come le Lancia Stratos, le Porsche 911 Rs oppure 911 Turbo, le Ferrari 308 GTB solo per ricordarne alcune.

Dal 1982 vennero poi introdotte 3 nuove categorie partendo dal Gruppo N (vetture di serie), il Gruppo A ed il Gruppo B (per vetture costruite in 200 esemplari) , con l’intento di rendere più snelli i regolamenti.

Una buona partecipazione delle case automobilistiche avvenne per il Gruppo N (Normale) con vetture simili al Gruppo 1 quindi strettamente di serie, mentre il Gruppo A non ebbe subito successo, tutte le case preferirono puntare sulla costruzione di auto di assoluto vertice seguendo il regolamento del Gruppo B.

Purtroppo però liberalizzare troppo creò una situazione incontrollabile, con un innalzamento vertiginoso delle prestazioni, con veri e propri veicoli prototipo omologati con le targhe, missili su 4 ruote spesso ingestibili anche dai migliori piloti del Mondiale Rally. Dal 1984 con il diffondersi dello schema di trasmissione a 4 ruote motrici, portato al debutto proprio in Gruppo B dall’Audi 4, si alzarono le velocità in accelerazione e ripresa sia su asfalto che su terra. Le auto erano costruite in traliccio di tubi con carrozzerie in kevlar e fibra di vetro, leggerissime e super potenti.

La Lancia dovette abbandonare la 037 Rally con la sola trazione posteriore per avviare velocemente il debutto alla fine del Mondiale ‘85 della Lancia Delta S4 a trazione integrale e doppio sistema di sovralimentazione (turbo+volumetrico), un mostro da oltre 450 cavalli nella prima versione.

L’Audi portò una versione della Quattro S1 turbo a 5 cilindri capace di erogare quasi 600 cavalli.

Sia la Peugeot 205 Turbo 16 sia la Ford con la RS200 erano bombe in grado di arrivare facilmente a potenze intorno ai 500 cavalli, lanciate su strade strette ed impervie.

Per questo motivo, dopo diversi incidenti mortali avvenuti in appena due stagioni, alla fine del 1986 venne decretata la fine dell’era del “Gruppo B”, categoria tanto fascinosa quanto pericolosa. Si ritornò, in accordo con le maggiori case automobilistiche, a modificare vetture di serie per le gare e ad utilizzare il regolamente del Gruppo N/Gruppo A, facendo iniziare una nuova era del rallismo internazionale.

Negli anni ‘70 e ‘80 fecero la loro comparsa tante mitiche macchine che si sono ritagliate un posto nella storia dei rally: Lancia Stratos, Mini Cooper, Fiat 124 Abarth, Renault Alpine A110, Fiat 131 Abarth, Porsche 911 RS, Ferrari 308, Lancia Rally 037, Lancia Delta S4, Audi Quattro Sport, Ford Escort RS, Ford RS200, Opel Ascona, Opel Kadett e Manta, Subaru Impreza, Mitsubishi Lancer Evolution, Peugeot 205 T16, Fiat 131 Abarth, Ford Sierra Cosworth.

Senza dubbio il fascino dei rally tanto deve a questo periodo, che con quelle vetture belle e dal rumore inconfondibile, hanno caratterizzato i momenti più spettacolari e forse i più drammatici della specialità.

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